Può andare ancora peggio?

Dopo quattro tagli dei tassi di interesse decisi nella scorsa settimana, gli investitori hanno ricevuto un altro colpo venerdì quando l’ufficio statistiche del Ministero del Lavoro ha pubblicato un pessimo dato sull’occupazione confermando il peggiore degli scenari. Negli ultimi mesi il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito rapidamente, mostrando che la situazione finanziaria a singhiozzo si sta espandendo, diffondendosi a tutta l’economia. Venerdì i dati economici hanno ancora mostrato risultati negativi, con una disoccupazione che ha raggiunto l’8,1% e l’economia statunitense che ha distrutto altri 651.00 posti di lavoro. Secondo i dati, l’economia statunitense ha perso circa 4,4 milioni di posti di lavoro nel 2007 dall’inizio dell’attuale crisi economica.
Il sentimento positivo si è rapidamente dissolto all’inizio della settimana poiché le banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse portandoli su livelli record. La Banca del Canada e la Banca d’Inghilterra hanno entrambe tagliato i tassi portandoli allo 0,5%, mentre la BCE, conosciuta per essere maggiormente restia nell’occuparsi di azioni monetarie, ha questa volta cambiato atteggiamento, portando il tasso centrale a 1,5%. Inoltre, in seguito alla decisione assunta dalla BCE in merito ai tassi d’interesse, Trichet si è avvicinato ai mercati dichiarando che a causa della crisi economica potrebbero verificarsi ulteriori tagli dei tassi.
La BOE ha preso ulteriori provvedimenti, inserendo nel mercato nuovi strumenti. La Banca, conosciuta per avere alti rendimenti, ha catturato l’attenzione delle diverse banche centrali, annunciando la possibilità di acquistare fino a 100 miliardi di sterline di Gilts (titoli di stato a medio-lungo termine) e 50 miliardi di sterline di obbligazioni del settore privato per cercare di aiutare l’economia. I dati economici provenienti dalla regione continuano a pesare e gli analisti stanno ora ipotizzando che l’economia britannica potrebbe mostrare i primi segni di depressione. Con i prezzi degli immobili in caduta, il basso numero di mutui erogati e i dati che mostrano una drammatica contrazione economica, molti si stanno ora domandando se una politica di bassi tassi di interesse da parte della BOE aiuterà l’economia ad uscire da questa situazione disastrosa.
La Banca Centrale Australiana (RBA) ha sorpreso il mercato lunedì mantenendo il suo tasso al 3,25%. Mentre gli analisti hanno iniziato immediatamente a discutere se tale mossa fosse la soluzione migliore per l’economia, i dati economici resi noti martedì provenienti dall’ Australia hanno mostrato come la RBA potrebbe non essere in grado mantenere i tassi stabili nella prossima riunione. L’economia australiana ha mostrato martedì per la prima volta in otto anni segni di contrazione cedendo il 2,1% nel quarto trimestre.
In un contesto caratterizzato da materie prime che toccano nuovi minimi, il petrolio grezzo che continua ad oscillare ed il valore del denaro distrutto a tutti i livelli, la volatilità delle coppie di valute si è incrementata rapidamente nel corso della settimana scorsa. Analizzando le coppie più approfonditamente, si può notare che la maggiore oscillazione si è verificata venerdì in seguito alla diffusione dei dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti. L’indice del Dollaro è diminuito vertiginosamente scendendo fino al trend line di supporto a 88 punti. La coppia di valute USD/JPY ha continuato a mostrare le maggiori oscillazioni dal momento che la coppia è rimbalzata sul livello psicologico dei 100 Yen scendendo ai livelli più bassi. L’altra coppia USD/CAD ha continuato a salire chiudendo la settimana sotto la resistenza principale posta a 1.3, mentre la coppia USD/CHF, conosciuta di recente per i suoi scarsi movimenti volatili, ha avuto delle forti oscillazioni venerdì quando è scesa di circa 150 pips.

Conclusione

Nonostante lo scenario economico pessimista e i dati negativi, il Dollaro continua a mostrare segnali di ulteriore forza. Non bisogna dare troppo peso alla debolezza mostrata dal Dollaro venerdì soprattutto dal momento che si attendono rimbalzi tecnici nelle tendenze primarie. Con dati economici imminenti da cui si attendono ulteriori cattive notizie provenienti dalle diverse economie e l’indice del Dollaro ancora negoziato all’interno dell’attuale tendenza rialzista, il Dollaro potrebbe guadagnare terreno nelle prossime settimane.
Guardando avanti, il calendario economico influirà ancora sulle oscillazioni intraday della coppia. Tra i principali dati che influenzano il mercato figurano i dati sull’inflazione provenienti dalla zona euro, i dati sul PIL dal Giappone, i dati sulla disoccupazione dall’Australia e la decisone sui tassi di interesse proveniente dalla Nuova Zelanda. Ad oggi, la Nuova Zelanda presenta un tasso di interesse pari al 3,50%, ma ci si attende che questa volta la banca centrale riduca il suo tasso di mezzo punto base.

Analisi Tecnica

EUR/USD

Il dato sull’occupazione reso noto venerdì ha avuto un effetto positivo su questa coppia facendola risalire nel corso della sessione intraday. Ad oggi la coppia EUR/USD è scambiata sotto la trend line di resistenza dopo aver fissato un supporto al di sopra di 1.2650 punti. Da un punto di vista tecnico, questa coppia continua a rimanere nell’intervallo muovendosi al ribasso. Una rottura netta del livello di 1.3 darà l’indicazione che si sta entrando in fase rialzista. Gli indicatori evidenziano un punto di rottura, ma di fronte a uno scenario economico negativo comune a tutte le principali economie sarà necessario tenere in considerazione il pattern di prezzo per confermare ulteriori fasi di consolidamento.
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GBP/USD

Le trend line stanno continuando a lavorare perfettamente su questa coppia permettendo agli operatori che operano su base giornaliera di utilizzarle per decidere i punti di entrata e di uscita. Come mostra il grafico, la Sterlina è riuscita a trovare un supporto nel corso della settimana scorsa chiudendo al di sopra di 1.42. Sebbene il MACD indichi ora divergenza, è necessario attendere fino alla rottura di una delle due trend line. Inoltre, la convergenza di indicatori sovrapposti indica un imminente possibile movimento.
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USD/JPY

La sessione di venerdì ha mostrato una forte inversione di tendenza dal momento che la coppia USD/JPY ha creato una falsa rottura durante la prima metà della sessione solo per ritracciare tutte le sue perdite intraday. Dopo essere scesa sotto 97, la coppia USD/JPY ha invertito rapidamente l’andamento chiudendo la sessione vicino al suo massimo giornaliero. Fino a oggi gli indicatori stanno mostrando valori un pò meno negativi che potrebbero portare a un consolidamento intorno ai livelli attuali o ad un ritracciamento al livello Fibonacci di 31.8 in caso di rottura del supporto a 96.92.
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Fonte: eToro

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