La euro zona decresce a tasso record

La crescita nella zona euro diminuì al tasso più veloce di sempre alla fine dell’anno scorso, con una performance Tedesca inaspettatamente cattiva che fa sprofondare la recessione più del temuto. Il GDP (Gross Domestic Product, il PIL per intenderci) nei 16 paesi della regione è crollato del 1.5 per cento nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, lo stesso ritmo di contrazione del Regno Unito, però più velocemente della caduta dell’1 per cento riportata negli Stati Uniti.
Il resoconto è particolarmente drammatico perché l’instabilità economica era diventata molto rara in Europa continentale. Fino all’anno scorso la zona euro non aveva mai riportato una diminuzione trimestrale della crescita del PIL. Ma gli economisti prevedono che l’economia della zona euro si contragga massimo del 2 per cento quest’anno – facendo della recessione una delle peggiori dell’Europa continentale fin dalla seconda guerra mondiale.
La depressione economica è diffusa in tutta la regione ma la Germania è stata particolarmente colpita dal collasso della domanda mondiale. La più grande economia Europea è diminuita di un 2.1 per cento nel quarto trimestre, molto di più del previsto, la più grande caduta dalla riunificazione del Paese nel 1990.
I recenti indicatori di fiducia, come il rapporto IFO sulla fiducia delle imprese, suggeriscono che il momento peggiore della recessione tedesca è già passato. Inoltre, gli economisti prevedono che l’economia tedesca diminuisca di un ulteriore 2 per cento o più quest’anno – il che potrebbe rendere il 2009 di molto il peggior anno nella storia del paese dopo la seconda guerra mondiale.
La Francia, nel frattempo, ha riportato una diminuzione del 1.2 per cento nel quarto trimestre – ma non è ancora in una fase di recessione tecnica, definita come 2 trimestri consecutivi di crescita negativa. Il PIL italiano, inoltre, è sceso per il terzo trimestre consecutivo, un brusco crollo dell’1.8 per cento negli ultimi tre mesi dell’anno scorso. Il Portogallo tuttavia è stato il peggior protagonista, riportando una caduta del 2 per cento. I dati Spagnoli, rilasciati Giovedì, avevano mostrato una caduta dell’1 per cento.
Sebbene paesi della zona euro come la Spagna e l’Irlanda sono stati colpiti dal crollo del mercato edile, l’intera euro-zona nel suo complesso è stata colpita da tali fattori, e il suo settore finanziario è relativamente poco importante. Pero le esportazioni tedesche, che erano in forte crescita, sono state malamente colpite dal crollo della domanda globale e addirittura dal collasso della banca di investimenti Lehman Brothers.
Joerg Kraemer, capo economista alla Commerzbank di Francoforte, ha dichiarato: “il fallimento della Lehman ha dato un brutto colpo all’economia tedesca, e nel primo trimestre probabilmente vedremo un altra drammatica contrazione del PIL. Comunque, l’incertezza si è ora attenuata leggermente. Se continua così, l’economia tedesca potrebbe almeno fermare la decrescita entro mezzo anno.
La Germania e la zona euro erano giá caduti in recessione prima che si scontasse l’impatto del crollo della Lehman Brothers. Il PIL dell’euro-zona cadde del 0.2 per cento sia nel secondo che nel terzo trimestre dell’anno scorso come risultato del allora alto prezzo del petrolio, piú elevati tassi di interesse e il rallentamento globale dell’economia che era giá in corso.

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