Attese le decisioni dalle banche centrali

Questa settimana sarà molto impegnativa per il Forex, con le decisioni di ben 4 banche centrali. Anche se i Payrolls di venerdì hanno dato la prima spinta decisiva al greenback, l’inizio di questa settimana si sposta a favore di Canada, Nuova Zelanda, Svizzera e UK. Il grado di fiducia trasmessa da questa banche determinerà quindi i movimenti contro Usd in quanto qualche dato americano torna solo a fine settimana. Oggi abbiamo la BoC (ore 14.00 GMT) e, dato il miglioramento dell’economia canadese, c’è spazio per una dichiarazione ”hawkish”.

Banche centraliDisoccupazione, vendite al dettaglio e Pil mostrano dati incoraggianti, ma occorre prestare attenzione: se la BoC attira troppa attenzione, attirerà anche capitali stranieri e quindi il Loonie si rivaluterà, rendendo meno convenienti le ragioni di scambio con il resto del mondo. Domani invece va in scena la RBNZ: negli ultimi tempi e’ stata la banca centrale più ”trasparente” nelle dichiarazioni e quindi è facile capire che prima di Capodanno non vedremo mosse a rialzo.

Giovedì arriva la SNB: sono stati evidenti gli interventi per indebolire il franco nelle scorse settimane, quindi probabilmente non ci saranno commenti particolari riguardanti la forza/debolezza del franco. Invece si dovrà parlare del monitoraggio dell’economia (l’ultimo meeting e’ stato a settembre) e ovviamente teniamo le orecchie aguzzate su parole chiave come ”CPI” e ”stimoli”. La BoE arriva ugualmente giovedì ed è probabilmente il meeting più atteso. Dopo aver espanso il Q.E. il mese scorso, il mercato si aspetta qualche modifica nelle condizioni economiche del paese. Ma attenzione: di solito la BoE aspetta l’inflation report (esce a febbraio) prima di rilasciare commenti diretti sul piano di politica monetaria scelto.

Passiamo all’analisi tecnica dove sembra davvero che qualcosa, parlando di eurodollaro, stia cambiando nella tendenza di lungo periodo. Abbiamo osservato infatti per mesi la trend-line che ha condotto la salita dal 3 di marzo scorso, considerandola come unico supporto. Dopo che questa  è stata oltrepassata venerdì ed i cambi hanno chiuso al di sotto siamo ufficialmente passati ad una tendenza ribassista, almeno dal punto di vista tecnico. Quello che è stato il supporto per mesi passa oggi ad essere la resistenza: per le prossime ore questa coincide con 1.4930. Il primo supporto importante ad uno scenario di questo tipo è da ricercare al minimo dal 3 novembre scorso, 1.4630, perfettamente coincidente con la media mobile esponenziale a 100 periodi.

Il dollaro nei confronti dello yen, ha lasciato intendere di voler invertire lo spunto di risalita, sino a 92.30, già la settimana scorsa. In realtà, tecnicamente, potrebbe esserci un nuovo tentativo in settimana sempre che i prezzi non scendano al di sotto del supporto di 88 figura.

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