Un nuovo anno per il Forex
La prima seduta del nuovo anno sul mercato valutario si presenta povera di dati macro e con molte festività per alcune delle principali borse internazionali (Svizzera, Giappone, UK, Australia).Tra i dati macro più importanti della mattinata segnaliamo la lettura finale del Pmi manifatturiero della Germania (dato precedente 60,9; dato atteso punti 60,9 punti) e dell’Eurozona (dato precedente 56,8 punti; dato atteso 56,8 punti) a dicembre. Nel pomeriggio, invece, in uscita dagli Usa l’indice Ism manifatturiero (dato precedente 56,6 punti; dato atteso 56,9 punti.) a dicembre. Per quanto riguarda le principali valute, nella notte l’Eur/Usd ha leggermente ritracciato dai massimi toccati venerdì pomeriggio sopra area 1.34; il cross è infatti tornato sotto quota 1.33 (toccando un minimo a 1.3274) per poi stabilirsi nelle prime ore della mattina appena sopra il supporto a 1.33. La moneta unica sembra voler continuare il suo percorso di recupero nei confronti del Dollaro americano iniziato nell’ultima settimana del 2010 sfruttando anche le parole del cancelliere tedesco Angela Merkel che venerdì, nell’anteprima del messaggio di Capodanno al Paese, aveva ribadito come la Germania abbia bisogno dell’Europa e dell’Euro, “fondamento della nostra prosperità”. La Merkel ha inoltre aggiunto: “l’Europa si trova, in questi mesi, al centro di una grande prova. Dobbiamo rafforzare l’euro. Non è solo questione del nostro denaro. L’euro è molto più della nostra moneta”; questo discorso ha avuto il chiaro intento di spronare i sempre più scettici citttadini tedeschi nei confronti della Moneta Unica che ha preso molte credenziali in Germania anche a seguito degli interventi messi in atto per salvare dalla bancarotta la Grecia e l’Irlanda. La Germania, infatti, continua ad essere il motore trainante per l’intera Europa, basti pensare che non c’e’ mai stato in Germania un ritmo di crescita cosi’ forte come nel 2010, da quando c’e’ stata la riunificazione nel 1990. Lo scorso ottobre Governo ha rivisto al rialzo le stime per il Pil dall’1,4 al 3,4%, cioe’ allo stesso livello del 1990, ma in realta’ potrebbe arrivare anche al 3,6%. Facendo un bilancio annuale del cross Eur/Usd, il 2010 si chiude con un deprezzamento piuttosto consistente della Moneta Unica nei confronti del dollaro, visto che il 31 dicembre del 2009 il cross Eur/Usd girava attorno alla soglia degli 1,40. Gli investitori, di questo periodo, continuano a preferire il franco svizzero al biglietto verde, perché considerato porto sicuro per la liquidità, in attesa di nuovi sviluppi sulla ripresa economica mondiale e sulla crisi del debito in Europa (minimo storico toccato l’ultima settimana del 2010 a 1.23992). La debolezza del biglietto verde e le buone prospettive di richiesta per il 2011 hanno fatto registrare un ottimo 2010 per l’oro. Il metallo giallo, infatti, ha segnato il progresso più ampio degli ultimi tre anni, pari al 29% circa. Per l’anno venturo alcuni analisti prevedono la rottura dei 1.500 dollari l’oncia. Nel complesso i metalli preziosi nel 2010 hanno fatto faville, con il palladio alla testa della corsa con un incremento annuo del 95%. I prezzi del petrolio, invece, si avviano a chiudere l’anno con un incremento del 12% circa e con una media attorno agli 80 dollari al barile. Si tratta di un livello piuttosto elevato, che si spiega con la ripresa economica globale e con un inverno insolitamente freddo. Solo nel 2008 i prezzi dell’oro nero erano stati in media più alti, pari a 99,75 dollari. Dopo aver oltrepassato lunedì i 97,88 dollari al barile, spingendosi sui massimi degli ultimi ventisei mesi, il prezzo dell’oro nero newyorkese è sceso a 89,52 dollari al barile mentre il Brent vale 92,52 usd/bar.
cfxintermediazioni.com
Argomenti: anno nuovo, Eurozona, Germania, PMI manufatturiero




